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Riportiamo gli obblighi di formazione per la sicurezza sul lavoro — con la norma e la data di lettura

Primo soccorso: 16 ore o 12, secondo il gruppo dell'azienda

Verificato il Fonte del dato: D.M. 388/2003, artt. 1 e 3, e Allegati 3 e 4 Obbligo previsto da: D.M. 15 luglio 2003 n. 388, artt. 1 e 3, in attuazione del D.Lgs. 81/2008 art. 45 c. 2

In breve

Durata del corso
16 ore nel gruppo A, 12 ore nei gruppi B e CSomma dei tre moduli: 6+4+6 per il gruppo A, 4+4+4 per i gruppi B e C.
Chi forma
Personale medico, in collaborazione ove possibile con il sistema di emergenza del SSNPer la parte pratica il medico può avvalersi di personale infermieristico o altro personale specializzato.
Ogni quanto si ripete
Ogni 3 anni, almeno per la capacità di intervento praticoIl decreto fissa la cadenza e questa qualificazione, e non indica un numero di ore per il rinnovo.
Il gruppo
A, B o C secondo attività, numero di lavoratori e indice infortunisticoIl decreto classifica «le aziende ovvero le unità produttive»: un'unità produttiva si classifica per conto suo. Se svolge attività di gruppi diversi, si applica quella con indice più elevato.
Comunicazione alla ASL
Dovuta solo dalle aziende di gruppo A.
Norma
D.Lgs. 81/2008 art. 45 c. 2 e D.M. 15 luglio 2003 n. 388, artt. 1 e 3 e Allegati 3 e 4.

La durata del corso non dipende da quanto è grande l’azienda ma dal gruppo in cui ricade, e il gruppo si determina prima di cercare il corso.

Il decreto non classifica solo l’azienda. La prima frase dell’articolo 1 dice: «le aziende ovvero le unità produttive sono classificate, tenuto conto della tipologia di attività svolta, del numero dei lavoratori occupati e dei fattori di rischio, in tre gruppi». L’unità produttiva è quindi un’unità di classificazione a sé, e la formula torna in ogni voce dei tre gruppi. Per un’impresa con più sedi la differenza decide la risposta.

I tre gruppi

Il gruppo A comprende due cose diverse. Da un lato alcune attività nominate: aziende o unità produttive con attività industriali soggette all’obbligo di dichiarazione o notifica in materia di incidenti rilevanti, centrali termoelettriche, impianti e laboratori nucleari, aziende estrattive e altre attività minerarie, lavori in sotterraneo, fabbriche di esplosivi, polveri e munizioni. Dall’altro due criteri numerici: le aziende o unità produttive con oltre cinque lavoratori appartenenti o riconducibili a gruppi tariffari INAIL con indice infortunistico di inabilità permanente superiore a quattro, e quelle con oltre cinque lavoratori a tempo indeterminato del comparto dell’agricoltura.

Il gruppo B è definito per differenza: «aziende o unità produttive con tre o più lavoratori che non rientrano nel gruppo A». Il gruppo C: «aziende o unità produttive con meno di tre lavoratori che non rientrano nel gruppo A».

Una regola risolve il caso misto: «Se l’azienda o unità produttiva svolge attività lavorative comprese in gruppi diversi, il datore di lavoro deve riferirsi all’attività con indice più elevato».

Solo le aziende di gruppo A comunicano la propria classificazione alla ASL competente.

Le ore

Durate previste dagli Allegati 3 e 4 del D.M. 388/2003.
GruppoModulo AModulo BModulo CTotale
A6 ore4 ore6 ore16 ore
B e C4 ore4 ore4 ore12 ore

Gli allegati indicano le ore di ciascun modulo: i totali di 16 e 12 ore sono la loro somma, non una cifra del decreto.

Per il gruppo A l’articolo 3 aggiunge una condizione sul contenuto che gli allegati non esauriscono: il corso «deve prevedere anche la trattazione dei rischi specifici dell’attività svolta».

Il modulo A copre l’allertamento del sistema di soccorso, il riconoscimento di un’emergenza sanitaria e gli interventi di primo soccorso; il modulo B i traumi in ambiente di lavoro; il modulo C l’acquisizione di capacità di intervento pratico.

Il corso lo tiene un medico

È scritto nell’articolo 3: «La formazione dei lavoratori designati è svolta da personale medico, in collaborazione, ove possibile, con il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale». Per la parte pratica il medico può avvalersi «della collaborazione di personale infermieristico o di altro personale specializzato».

È una condizione di legge, e si può chiedere a chi eroga il corso chi terrà le lezioni.

Il triennale, e le ore che il decreto non scrive

Il decreto dice: «La formazione dei lavoratori designati andrà ripetuta con cadenza triennale almeno per quanto attiene alla capacità di intervento pratico».

Sono due elementi, e il secondo è quello che conta. La cadenza è triennale; e ciò che va ripetuto è almeno la capacità di intervento pratico — cioè il decreto fissa un contenuto minimo del rinnovo, non l’intero corso.

Quante ore duri il rinnovo, il decreto non lo dice. Le cifre che circolano — quattro ore per i gruppi B e C, sei per il gruppo A — corrispondono ai moduli pratici degli allegati e sono una lettura ragionevole, ma non sono scritte nel D.M. 388/2003. Questa pagina perciò non riporta una durata per l’aggiornamento: preferiamo dire che il numero nel decreto non c’è, piuttosto che attribuirgli un numero che non contiene.

Attenzione però al perimetro di quell’assenza: riguarda il D.M. 388/2003, che è l’atto qui letto. Il decreto non è l’unica fonte possibile — la contrattazione collettiva o un atto regionale possono prevedere di più, e in quel caso vale quello.

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